
Fonte:Largo consumo 1999
L'evoluzione dei consumi e lo scenario competitivo
Da molti anni il consumo procapite di zucchero è fermo
a 25 chilogrammi. E' mutata invece la ripartizione fra consumo
diretto (acquisto nel punto di vendite) e consumo indiretto (consumo
di zucchero attraverso il consumo di alimenti che lo contengono).
Fino agli anni '70 il primo pesava per il 60% e il secondo per
il 40%, oggi invece la situazione si è rovesciata grazie
al maggiore acquisto di prodotti alimentari confezionati.
Lo zucchero è fra i prodotti alimentari più indifferenziati
esistenti nell'intero universo food. Hanno causato questa situazione
sia la ripartizione delle quote di produzione che per legge limitano
l'azione dei competitor, sia la mancanza da parte di questi ultimi
di politiche di marca in grado di differenziare i prodotti sul
mercato. Uno scenario in cui nei supermercati non vengono generalmente
assortite più di 2 marche, spesso con la presenza della
marca commerciale, attravreso la quale i distributori entrano
con il proprio nome in un gran numero di famiglie clienti.
L'assenza di politiche di marketing sulle brand e il costo limitato
del prodotto hanno fatto dello zucchero un alimento tanto diffuso
quanto poco considerato sia sul piano del prezzo che su quello
delle caratteristiche specifiche. Una commodity assoluta inserita
nei punti vendita della gdo in posizioni di visibilità
pessima, con marginalità scarsa per il trade.
Uno dei pochi tatti differenzianti riguarda il packaging: all'astuccio
in cartone i consumatori attribuiscono un valore superiore rispetto
al sacchetto di plastica.
Secondo una ricerca di Eridania circa il 70% dei consumatori
non ha idea di quale sia il prezzo al chilo dello zucchero, mentre
la metà del restante 30% ne indica uno sbagliato. Un altro
elemento che illustra quanto questo prodotto indispensabile nelle
case sia al tempo stesso guardato distrattamente dai consumatori.
La situazione italiana del consumo di zucchero non trova peraltro
conferma negli scenari che connotano altri Paesi europei. In Francia,
ad esempio, il mercato è totalmente diverso, con assortimenti
in punto vendita che arrivano a comprendere fino a 40 referenze
di zucchero, e il cui prezzo medio è decisamente superiore
quello italiano grazie al 50% di zuccheri speciali assortiti.
E dal punto di vista prettamente teorico le possibilità
di segmentare gli assortimenti esistono anche sul nostro mercato.
Sul mercato, ci sta provando Eridania con un approccio al canale
della gdo che punta a ridefinire la categoria dello zucchero anche
attraverso la segmentazione di prodotto, con il lancio ad esempio
di uno zucchero dalla struttura alveolare (Zefiro) che consente
i limitarne l'impiego e il conseguente apporto calorico. E' l'unico
attuale tentativo di rivitalizzare una categoria oggi relegata
dal punto di vista del marketing ai margini del mass market.
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