home


DOMOTICA
ECOLOGIA
BIO EDILIZIA

VOLI LOWCOST
TREND
IMMAGINI
LINK
SPECIALE ALLERGIE


STUDENTI INSUBRI



Se desiderate sottoporci un vostro articolo, potete inviarlo
a questo indirizzo. I migliori verranno pubblicati nella sezione dedicata ai lettori.


-
Mondiali ciclismo 2008
-
Il web e l'insubria
-
Gita al Parco del Campo dei Fiori
-
Poco turismo sul Verbano
-
Biosuisse rinuncia alle varietà ibride di cereali



Inviaci le tue foto più belle del nostro territorio; pubblicheremo settimanalmente le migliori.









 

Yogurt


Fonte: Information Resources-GDOweek, iper+super+superette, anno terminante a marzo 2002 e variazioni % sull'anno precedente
*Fonte: Information Resources-GDOweek, iper+super+superette, anno terminante a settembre 2001 e variazioni % sull'anno precedent

L'evoluzione dei consumi e lo scenario competitivo


I consumi di yogurt sono complessivamente vitali, specie per quanto riguarda i valori di questo mercato. Peraltro, l'incremento maggiore dei valori del business rispetto ai volumi testimonia un significativo mutamento dei consumi, a favore dei segmenti a maggior valore aggiunto.

Il mercato presenta un buon livello di concentrazione, con le prime 3 aziende che coprono nel canale iper+super+superette ben oltre il 60%, ma esiste un elevato numero di competitor che spesso - grazie anche ai vantaggi logistici connessi alla distribuzione di un prodotto dalla limitata shelf life - riescono a conseguire notevoli quote dei consumi in ambiti locali. Si pensi, ad esempio, agli yogurt prodotti dalle centrali del latte, che nelle proprie aree di riferimento hanno caratteristiche di vere e proprie marche nazionali.

Se al nuovo segmento dei probiotici nicchia si aggiunge quella degli yogurt biologici - sui quali in Italia ha storicamente investito Fattorie Scaldasole - si individua appieno il quadro di categoria composta da questi prodotti e da quelli più tradizionali - bianchi interi e magri, alla frutta e agli altri gusti - in un'offerta complessiva capace di coprire praticamente tutti i target di consumatori, ivi compresi i bambini, cui da tempo si rivolge Nestlé con Mio. E' il punto di arrivo di una categoria merceologica partita come terreno di elezione di consumi fortemente salutistici, e che ha via via assunto molti altri connotati (ad esempio quello di nutrimento sano e dietetico con le versioni light) i quali hanno finito per estenderne i consumi in molte occasioni quotidiane: prima colazione, snack, minipasto nella versione accoppiata a cereali o biscottini, dessert di fine pasto.

Più in dettaglio, secondo un'analisi di Consulmarketing-Largo Consumo la colazione rappresenta l'occasione di consumo più importante per lo yogurt, con il 39,8%, seguita dalla merenda (21,6%), dal fuori pasto (19,9%), dal pranzo (11,5%), dalla cena (4,1%) e da altre occasioni (3,1%).

Per quanto concerne la suddivisione del consumo per fasce d'età, la stessa fonte indica nel 43,5% i consumatori fra i 20 e i 40 anni, seguiti dalla fascia 40-60 (27,7%), dai consumatori sotto i 20 anni (18,5%) e dagli ultrasessantenni (10,3%).

Il suo complessivo successo è paradigmatico della possibilità di far sviluppare consumi alimentari a partire da prodotti di super nicchia - quale lo yogurt era un ventennio addietro - trasformandone fortemente le caratteristiche in termini di gusto ma preservandone qualità universalmente apprezzate: naturalità, freschezza, apporti nutrizionali unici.

Fra i segmenti, in buona evidenza gli yogurt magri, che guadagnano terreno sul segmento più importante degli yogurt interi. Ottimo momento per i salutistici, che stanno mettendo a segno crescite rilevanti per una tipologia di prodotti che si avvia nel canale iper+super+superette a coprire la quota del 10% sul totale vendite. In deciso calo gli yogurt per bambini e in flessione significativa ma più contenuta i bi-compartimento.