
Fonte: Information Resources-GDOweek, iper+super+superette,
anno terminante a marzo 2002 e variazioni % sull'anno precedente
*Fonte: Information Resources-GDOweek, iper+super+superette, anno
terminante a settembre 2001 e variazioni % sull'anno precedent
L'evoluzione dei consumi e lo scenario competitivo
I consumi di yogurt sono complessivamente vitali, specie per quanto
riguarda i valori di questo mercato. Peraltro, l'incremento maggiore
dei valori del business rispetto ai volumi testimonia un significativo
mutamento dei consumi, a favore dei segmenti a maggior valore
aggiunto.
Il mercato presenta un buon livello di concentrazione, con le
prime 3 aziende che coprono nel canale iper+super+superette ben
oltre il 60%, ma esiste un elevato numero di competitor che spesso
- grazie anche ai vantaggi logistici connessi alla distribuzione
di un prodotto dalla limitata shelf life - riescono a conseguire
notevoli quote dei consumi in ambiti locali. Si pensi, ad esempio,
agli yogurt prodotti dalle centrali del latte, che nelle proprie
aree di riferimento hanno caratteristiche di vere e proprie marche
nazionali.
Se al nuovo segmento dei probiotici nicchia si aggiunge quella
degli yogurt biologici - sui quali in Italia ha storicamente investito
Fattorie Scaldasole - si individua appieno il quadro di categoria
composta da questi prodotti e da quelli più tradizionali
- bianchi interi e magri, alla frutta e agli altri gusti - in
un'offerta complessiva capace di coprire praticamente tutti i
target di consumatori, ivi compresi i bambini, cui da tempo si
rivolge Nestlé con Mio. E' il punto di arrivo di una categoria
merceologica partita come terreno di elezione di consumi fortemente
salutistici, e che ha via via assunto molti altri connotati (ad
esempio quello di nutrimento sano e dietetico con le versioni
light) i quali hanno finito per estenderne i consumi in molte
occasioni quotidiane: prima colazione, snack, minipasto nella
versione accoppiata a cereali o biscottini, dessert di fine pasto.
Più in dettaglio, secondo un'analisi di Consulmarketing-Largo
Consumo la colazione rappresenta l'occasione di consumo più
importante per lo yogurt, con il 39,8%, seguita dalla merenda
(21,6%), dal fuori pasto (19,9%), dal pranzo (11,5%), dalla cena
(4,1%) e da altre occasioni (3,1%).
Per quanto concerne la suddivisione del consumo per fasce d'età,
la stessa fonte indica nel 43,5% i consumatori fra i 20 e i 40
anni, seguiti dalla fascia 40-60 (27,7%), dai consumatori sotto
i 20 anni (18,5%) e dagli ultrasessantenni (10,3%).
Il suo complessivo successo è paradigmatico della possibilità
di far sviluppare consumi alimentari a partire da prodotti di
super nicchia - quale lo yogurt era un ventennio addietro - trasformandone
fortemente le caratteristiche in termini di gusto ma preservandone
qualità universalmente apprezzate: naturalità, freschezza,
apporti nutrizionali unici.
Fra i segmenti, in buona evidenza gli yogurt magri, che guadagnano
terreno sul segmento più importante degli yogurt interi.
Ottimo momento per i salutistici, che stanno mettendo a segno
crescite rilevanti per una tipologia di prodotti che si avvia
nel canale iper+super+superette a coprire la quota del 10% sul
totale vendite. In deciso calo gli yogurt per bambini e in flessione
significativa ma più contenuta i bi-compartimento.
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