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Succhi di frutta


Fonte: Information Resources-GDOweek, iper+super+superette, anno terminante a febbraio 2002 e variazioni % sull'anno precedente

L'evoluzione dei consumi e lo scenario competitivo


I consumi di succhi di frutta sono in netta ascesa. A determinarla, sono soprattutto i succhi e le bevande di nuova generazione, arricchiti con vitamine, fibre o altri ingredienti. Sotto questo profilo, il comparto sta attraversando una trasformazione complessiva che - sotto il segno di una generale tendenza nel beverage allo spostamento dalle bevande gassate a quelle piatte - si realizza puntando sulla naturalità, sul gusto e su specifici apporti nutrizionali.
Una trasformazione che interessa la formulazione dei prodotti al punto da spingere già diversi operatori ad abbandonare la tradizionale distinzione fra succhi 100%, nettari e altre bevande (del resto non coincidente con la distinzione fatta comunemente dai consumatori), per adottare una distinzione fra succhi densi - appartenenti all'area dell'alimentazione - e succhi liquidi - più in linea con le caratteristiche complessive dell'universo beverage-. E in questa fase non c'è dubbio che l'accento sul 100% di frutta che connotava alcuni anni addietro il comparto, ha lasciato il posto a formulazioni di bevande più leggere, con minor contenuto di frutta, particolarmente gradevoli, in grado di aumentare le occasioni di consumo ben oltre la colazione mattutina, che resta ad esempio prevalente nel succo di arancia 100%.

Sta di fatto che, indipendentemente dalle ripartizioni seguite dagli analisti, la comparsa e la crescita sul mercato di prodotti elaborati rispetto al tradizionale succo di frutta 100% ha esteso i confini della categoria (oggi caratterizzata da una penetrazione in famiglia dell'80%), in un processo tipico di evoluzione del mercato mass market in cui le categorie merceologiche concorrono fra di loro orizzontalmente attraverso "contaminazioni" fra le caratteristiche di ciascuna di esse.

Così, il lancio di un prodotto come Santal Plus di Parmalat - bevanda a base di frutta con il 10% di latte, arricchita di fibre e vitamine - ha rappresentato ad esempio un caso paradigmatico delle modalità in cui oggi - attraverso l'innovazione di prodotto - caratteristiche di una bevanda come il latte "traslocano" in un prodotto a metà strada fra bevanda dissetante e alimento salutistico. E' solo un esempio, questo, di un attivismo sul fronte industriale che anche nel settore dei succhi di frutta connota la lotta per guadagnare quote di quel grande "mercato unico" del beverage analcolico.

Il quale si declina - nel comparto dei succhi di frutta come in quello contiguo dei soft drinks - in una vasta e crescente gamma di gusti e combinazioni di gusti, quale mai si era fino ad oggi manifestata. Sotto questo profilo, è importante per i risultati complessivi della categoria il dato di una grande distribuzione organizzata che da sola (discount esclusi) copre i tre quarti del commercializzato, dando spazio sui propri scaffali alle nuove referenze e sostenendo di fatto un comparto con gamme in continuo ampliamento ed approfondimento.

Il mercato dei succhi di frutta e delle bevande a base di frutta presenta un buon grado di concentrazione, ma dietro alle aziende più importanti le marche commerciali si ritagliano una consistente quota dei consumi, di circa il 25% in volume.