
Fonte: Information Resources-GDOweek, iper+super+superette,
anno terminante a settembre 2001 e variazioni % sull'anno precedente
L'evoluzione dei consumi e lo scenario competitivo
I consumi di latte Uht sono in crescita, specialmente sotto il
profilo dei valori del business. L'Italia è caratterizzata
da un consumo procapite di 60 litri annui, inferiore alla media
europea. A trainare lo sviluppo, nonostante, la diffusa abitudine
di fare la prima colazione solo con un caffè, la diffusione
dei latti arricchiti.
Lo sviluppo dei latti arricchiti è in linea con l'onda
complessiva che sta attraversando il comparto alimentare, e che
aumenta l'importanza di quei prodotti che apportano benefici specifici
all'organismo senza compromessi con il gusto. Sotto questo profilo,
l'aggiunta di vitamine o la presenza di altre sostanze benefiche
(nel caso ad esempio di Omega 3 di Parmalat) prefigura nel comparto
del latte ciò che sta accadendo in altri mercati alimentari,
come i cereali per la prima colazione, i succhi di frutta, le
caramelle. Non a caso, i primi due rientrano nello scenario dei
prodotti consumati in gran parte nella prima colazione, di cui
più di ogni altro pasto si sottolinea in questi anni la
rilevanza nell'ambito della corretta dieta quotidiana.
Va segnalato, in questo quadro, che la sottosegmentazione dei
latti speciali ha raggiunto in tempi recenti un notevole dettaglio
, indirizzandosi verso target peculiari come le donne in gravidanza,
gli sportivi, persone con specifici problemi fisiologici. Una
sottosegmentazione che man mano che cresce rischia però
di creare piccole nicchie di mercato, con i limiti in termini
di business che questo comporta. E' sempre presente quindi l'esigenza
dei grandi competitor, che sui grandi volumi operano, di equilibrare
la necessità di segmentare i prodotti, e quindi di differenziarli,
con quella di mantenere la rotta verso la commercializzazione
di latti idonei per un consumo di massa, con benefici di carattere
anche specifico ma rispondenti a bisogni nutrizionali largamente
diffusi.
Il maggiore concorrente dei consumi di latte Uht è il
latte fresco, al quale lo accomunano similarità tanto forti
quanto lo sono le distanze fra i due comparti appartenenti l'uno
al novero dei prodotti a lunga conservazione e l'altro quello
dei deperibili. Distanze sia in termini di competizione orizzontale
fra le industrie, in uno scenario assai più frammentato
nel comparto del fresco, sia per quanto concerne i fattori logistici,
che quella frammentazione favoriscono agevolando l'azione di piccole
e medie imprese a carattere locale, anche se il latte fresco non
è estraneo alle tendenze alla concentrazione produttiva
che interessa tutto il settore agroalimentare.
Rispetto al latte fresco, il latte Uht vanta la stoccabilità
e un minore prezzo al litro, mentre è in posizione di inferiorità
relativamente agli apporti nutritivi e a tutte quelle caratteristiche,
anche di immagine, che fanno la forza del "latte appena munto".
Il mercato del latte Uht presenta un grado di concentrazione
industriale relativamente limitato, con Parmalat in posizione
di leadership storica. Marche minori e private label, che hanno
raggiunto nel canale iper+super+superette una rilevante quota
in volume di oltre il 17%, coprono in questo canale poco meno
del 60% delle vendite totali in volume.
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