
Fonte: Information Resources-Food, iper+super+superette,
anno terminante a settembre 2002 e variazioni % sull'anno precedente
L'evoluzione dei consumi e lo scenario competitivo
Il mercato del caffè attraversa da molti anni la fase di
maturità dei consumi. La penetrazione del prodotto nelle
famiglie italiane è del resto prossima al 100% e non vi
sono quindi spazi di ulteriore crescita tramite l'allargamento
del parco famiglie trattanti.
In termini di consumo procapite (oltre 37 chili annui per nucleo
familiare), gli italiani sono in classifica dietro a quello che
caratterizza altri Paesi europei, dove però il caffè
è altra cosa: una bevanda lunga da sorseggiare, simile
in questo alle modalità di consumo del tè o delle
tisane. Resiste invece in Italia la tradizione dell'espresso,
fatto con la macchina o con la moka, dal gusto intenso e dalla
classica funzione tonificante. Peraltro, verso la diffusione del
caffè lungo gioca l'attività di Nestlè sulla
brand Nescafè, posizionata su un target giovane desideroso
di novità anche nei drink caldi. E ad essa si è
recentemente aggiunta quella di Lavazza su X Long, un caffè
di miscela arabica da preparare con la macchina a filtro elettrica
o con quella manuale a pressione.
Attraverso i canali del dettaglio alimentare vengono commercializzati
i due terzi di volumi complessivi di caffè consumato nella
Penisola. Ma a questi corrisponde soltanto il 30% delle vendite
in valore, mentre il restante 70% concerne il settore dei consumi
fuori casa. In termini di valore del business, quindi, la ristorazione
è quindi largamente più importante rispetto al dettaglio
alimentare, ancorché caratterizzata da politiche di marketing
e commerciali in gran parte sensibilmente differenti.
Il comparto del caffè è fortemente concentrato:
nel segmento moka (di gran lunga il più rilevante), nel
canale iper+super+superette, i primi tre produttori coprono congiuntamente
oltre il 70% delle vendite complessive sia in valore che in volume
. Il quadro competitivo va letto però anche rilevando la
forte presenza in ambiti locali, di marchi che nelle aree di competenza
raggiungono talvolta notevoli quote di mercato, poggiando la loro
forza su una tradizione di consumo che in questo come in altri
mercati mass market lascia spazi di business ai competitor di
minori dimensioni.
Il caffè è un mercato ad alta intensità
di marketing. Le attività di comunicazione pubblicitaria,
per le aziende che puntano a guadagnare o conservare rilevanti
quote di mercato sul piano nazionale, raggiungono alti livelli
in rapporto ai fatturati sviluppati, e costituiscono il tramite
indispensabile per mantenere ed accrescere la forza della marca.
In questo contesto, le private label si attestano - nel segmento
moka - su una quota a volume nel canale iper+super+superette che
sfiora il 4% in volume, limitata in termini percentuali ma significativa
sul piano delle dimensioni assolute delle vendite di prodotti
a marchio del distributore.
Il posizionamento di prezzo dei competitor vede un grande affollamento
nelle fasce intermedie, ma il ventaglio dei prezzi oggi presenti
sugli scaffali della gdo è amplissimo. Dai primi prezzi
fino a una marca come illy che da sempre si posiziona su un livello
di prezzo enormemente più alto rispetto alle altre marche
nazionali. Da rilevare, come altro esempio eccezionale, la focalizzazione
esclusiva di Caffè Hag nel segmento del decaffeinato, di
cui domina le vendite; un segmento che ad oggi pesa intorno al
5% in volume sul totale commercializzato - contro l'8% della media
europea - ma che sta crescendo a ritmi molto elevati.
Il caffè è il prodotto alimentare più venduto
fra quelli del "commercio equo e solidale", una forma
di commercio etico finalizzato ad assicurare ai produttori dei
Paesi poveri tassi di remunerazione più elevati di quelli
condizionati dai meccanismi dei mercati liberi, che in Italia
si sta affacciando - oltreché attraverso reti di punti
di vendita ad esso dedicate - anche attraverso la gdo con attività
di marketing rivolte a questo canale. Si stima che in circa il
35% della distribuzione siano commercializzate le miscele eque.
...Le quote di mercato in valore e in volume...I canali distributivi
che crescono...Lo sviluppo dei consumi nelle aree geografiche...Il
peso e l'evoluzione dei segmenti...Come sta andando il caffè
in fitro...
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