
Fonte: Information Resources-GDOweek, iper+super+superette,
anno terminante a marzo 2002 e variazioni % sull'anno precedente
L'evoluzione dei consumi e lo scenario competitivo
Il consumo di birra in Italia sta crescendo: oggi, il 64% degli
italiani oltre i 15 anni di età beve birra. Il consumo
procapite, che nel 2001 si è attestato su 28,9 litri, è
comunque molto inferiore a quello di Paesi europei come Spagna
e Grecia, per non citare la patria dei consumi di questa bevanda
- la Germania - dove se ne bevono 130 litri a testa. Vi sono previsioni
secondo le quali il moderato incremento del mercato nella Penisola
potrebbe nel giro di qualche anno portare il procapite a quota
30 litri, ma non va scordato che a contrastare la crescita della
birra (che oggi ha un indice di penetrazione nelle famiglie del
75%) agiscono in Italia diversi consumi concorrenti: l'acqua minerale,
di cui gli italiani consumano grandi quantità ancora in
incremento; in parte il vino, che in ambito alcolico mostra risultati
positivi dopo anni di calo; i succhi di frutta e le bevande gassate
e piatte.
Va ad ogni buon conto rilevato che la crescita dei consumi avviene
in controtendenza rispetto a quanto accade in Europa. Sotto questo
profilo, il divario dei consumi nei confronti dei Paesi tradizionali
consumatori di birra si sta pian piano attenuando.
La domanda sta negli ultimi anni favorendo la crescita di valore
del business. Aumenta l'incidenza delle birre di fascia alta -
premium/speciali estere ed italiane - a testimonianza di un interesse
diffuso verso un consumo di qualità. Così, la crescita
in valore si mantiene su tassi più elevati rispetto allo
sviluppo delle vendite in volume.
Il mercato della birra è fortemente concentrato dal punto
di vista produttivo, con i primi tre grandi gruppi industriali
che coprono nel canale iper+super+superette oltre i tre quarti
delle vendite in volume. La frammentazione caratterizza invece
il mercato della birra dal punto di vista delle marche in competizione.
Sul mercato, segnatamente sugli scaffali della grande distribuzione
organizzata, coesistono prodotti appartenenti a fasce prezzo ampiamente
diversificate. Dai primi prezzi, che mantengono la loro presa
su un pubblico di forti consumatori, fino alle birre superpremium,
che stimolano la curiosità e il palato di target attratti
dalle novità e disposti a pagarne il prezzo. Sotto questo
profilo, il fenomeno dello spostamento verso le fasce medio-alte
del mercato si presenta parallelo a quanto avviene nel comparto
vini, dove la tendenza verso la qualità è uno dei
fattori che maggiormente ne stanno connotando l'evoluzione. Con
la differenza di attività di marketing maggiori sul versante
birra, favorite - oltreché dalla presenza di grandi realtà
industriali - da una minore frammentazione delle quote di mercato
fra le marche rispetto ai vini.
Nelle fasce medio-basse del mercato le private label si sono
ritagliate , nel canale iper+super+superette, circa il 7% in volume.
Una quota contenuta, in coerenza ad un universo alcolico in cui
le marche del distributore hanno dovunque esigui spazi di penetrazione.
Fenomeno legato alla relativa polverizzazione delle quote di
mercato fra le marche è quello della forza dei marchi locali
in ambiti geograficamente limitati. E' il caso ad esempio della
birra Ichnusa (Heineken), che in Sardegna (la regione con il più
alto consumo procapite in Italia, circa 60 litri) è molto
radicata; oppure della birra Pedavena, diffusa nelle aree del
bellunese.
Il mercato è fortemente battagliato sul fronte delle battaglie
di prezzo. Le operazioni promozionali riescono a spostare in misura
considerevole i consumi da una marca all'altra, peraltro in un
panorama di "fedeltà alla fascia di prezzo":
i consumatori restano spesso attaccati ad una determinata fascia
di prezzo, nella quale transitano anche marche con un posizionamento
di prezzo superiore offerte in taglio prezzo.
...Le quote di mercato in valore e in volume... I canali distributivi
che crescono...Lo sviluppo dei consumi nelle aree geografiche...Il
peso e l'evoluzione dei segmenti...
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