
Fonte: ACNielsen-Food, anno terminante ad ottobre-novembre
2001 e variazioni % sull'anno precedente
L'evoluzione dei consumi e lo scenario competitivo
I consumi di acqua minerale sono cresciuti in quantità,
nella seconda metà degli anni '90, mediamente del 3% l'anno.
Oggi gli italiani sono i più grossi consumatori di acqua
minerale in termini di consumo procapite: 172 litri. E nella crescita
dei consumi sta pesando in misura maggiore che in passato la parte
meridionale del Paese, con consumi procapite meno forti rispetto
alle altre zone ma in crescita a ritmi più elevati.
Le previsioni degli operatori si orientano generalmente verso
ulteriori incrementi delle quantità consumate, trainati
dagli stessi fattori che li hanno fino ad oggi determinati: inquinamento
falde acquifere limita la possibilità di disporre acqua
corrente buona qualità organolettica; intense attività
marketing da parte dei maggiori gruppi industriali, destinato
negli ultimi anni risorse crescenti un business vitale; orientamento
stili vita alimentari privilegiano consumi salutistico-naturali,
cui quelli minerale fanno integrante; disponibilità acque
minerali basso prezzo, favorisce l'incremento della penetrazione
del prodotto in famiglia, giunta intorno al 96%. Ma ciò
sta crescendo è soprattutto il valore complessivo business,
favorito dall'opera segmentazione prodotti.
La sua crescente sofisticazione, in un processo guidato dagli
investimenti pubblicitari dei gruppi industriali più importanti,
è del resto ben accetto alla distribuzione moderna, che
punta a costruire assortimenti allargati prodotti grado di far
recuperare almeno parte i margini prossimi allo zero sulle referenze
primo prezzo.
Da alcuni anni il segmento delle acque piatte sta erodendo quote
dei consumi a quello gassate, contrastato in questo parzialmente
dai discreti risultati ad appannaggio lievemente gassate ed effervescenti
naturali. Queste basano la loro forza sulla capacità di
sposare le esigenze salutistiche - che stanno facendo fortuna
- con quelle più "voluttuarie" legate al gusto.
Nel corso del 2001, ad ogni buon conto, fortemente ha nella gdo
messo segno buoni incrementi sul fronte valori, superando quelli
piatte, mentre volumi è rimasto pressoché stabile.
Il mercato delle acque minerali è caratterizzato da una
bassa fedeltà dei consumatori alla marca, abbandonata sovente
per usufruire promozioni, capaci di spostare corpose quantità
vendite brand all'altra: circa 19% minerale deriva iniziative
promozionali. In media ogni famiglia italiana ha casa 2,7 marche
diverse acqua minerale.
In questo comparto operano grandi gruppi industriali, che concentrano
nelle loro mani rilevanti quote di mercato e investimenti pubblicitari:
i primi quattro coprono insieme oltre il 70% delle vendite valore
nel canale iper+super+superette
Il pet rappresenta il materiale più utilizzato dalla stragrande
maggioranza delle aziende (circa l'80% del totale mercato dettaglio
alimentare+ristorazione e quasi il 99% dei volumi nel canale iper+super+superette),
mentre il vetro - pesantemente svantaggiato sia in termini di
costi che di oneri gestionali legati alla pratica del vuoto a
rendere - è tuttora impiegato nel canale delle consegne
a domicilio ma continua a calare.
Un recente fenomeno è il lancio delle acque da tavola,
acque non minerali, sottoposte a operazioni di microfiltraggio
e purificazione. Già alcuni gruppi della distribuzione
(fra di essi Finiper e Auchan) hanno lanciato acque da tavola
a marchio proprio posizionandole nell'area della convenienza.
Seguite in questa azione nientemeno che da un competitor industriale
non appartenente al mondo delle acque minerali come Parmalat,
che con la sua Aqua si posiziona però su fasce di prezzo
più elevate, puntando a crearsi una nicchia differenziata
fuori dalle battaglie di prezzo.
..Le quote di mercato in valore e in volume......I canali distributivi
che crescono... ...Il peso e l'evoluzione dei singoli segmenti...
...La distribuzione geografica dei consumi per singoli segmenti...
...L'incidenza dei diversi packaging... ...Il peso dell'horeca...
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