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27 aprile 2006

"Il Web e l'Insubria"


«Una nuova immagine per l' Insubria, restaurata e rinnovata, trova corrispondenza nel web? Mediamente, la risposta è no, ma non è il caso di scandalizzarsi. Il numero di siti è cresciuto significativamente nel corso dell'ultimo anno e ci sono anche esempi di qualità. Potremmo dire che il 2006 ha dato la sveglia all'Insubria».
Parla così A. Campi, pubblicista ed esperto di nuove tecnologie nella comunicazione e fondatore de IL GIORNALE DELL ' INSUBRIA.
L'Insubria è dunque "rimandata", secondo l'indagine che avete svolto?
«La presenza dell' INSUBRIA in rete non è quantitativamente alta, anche se ha visto una recente crescita. Diciamo che è in movimento, ma non ancora a livelli di eccellenza. Non c'è ancora un portone d'ingresso sufficientemente adeguato. Sia chiaro, non è solo un limite dell' INSUBRIA, anche in altre città e terrotori la comunicazione web si presenta ancora con connotati rudimentali o ingenui. Trattandosi di comunicazione digitale, vige una certa approssimazione, si pensa di dover prestare più cura solo a quanto resta scritto, stampato».
Un errore.
«Le istituzioni, gli enti locali ma anche le imprese dovrebbero dedicare più risorse alla comunicazione web, invece spesso la considerano l'ultima delle preoccupazioni. Un opuscolo può finire in mano ad un certo numero di persone, invece la comunicazione sul web è accessibile 24 ore 24, in tutto il mondo. Esserci male è un autogol clamoroso».
Un suggerimento a chi è presente con un sito in rete?
«Usare più cura, più passione. Bastano pochi dettagli per snaturare una pagina: la qualità è fatta di dettagli».

intervista a Andrea Campi