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C'era una volta una ninfa che viveva in un tranquillo laghetto
tra i monti. Un giorno Raggio di Sole si innamorò
di lei e le si presentò in tutto il suo splendore.
La ninfa, lieta e modesta, pensò di non essere degna
di quell'incantevole Raggio e si precipitò verso
il fondo del lago, ricco d'oro e di gemme, per riempirsene
le mani e farsi splendente. Nella sua nuova bellezza volle
subito riemergere, ma il peso dell'oro la trattenne sul
fondo rendendo vano ogni sforzo. Si disperò, pianse,
cercò di aprire le mani per buttare via ogni cosa,
ma l'oro si era attaccato e pesava tanto. Così la
ninfa scomparve piano piano. Di lei rimasero solo le manine
aperte, piene di oro e di perle. Raggio di Sole, disperatamente
innamorato, cercò ancora a lungo la sua ninfa, ma
da quel giorno poté solo amare i candidi fiore un
po' rosati e un po' dorati nei quali si era mutata. Essi
si chiudono, la sera, per trattenere il loro tesoro, quando
l'ultimo raggio scompare all'orizzonte e si riaprono bellissimi
il mattino, appena sorge il sole. Le loro foglie sembrano
cuori. (fiaba scandinava)
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