| I carburanti
arriveranno dall'agricoltura. Finalmente l'Italia si adegua
alla normativa europea e stabilisce l'obbligatorietà
d'integrare una quota crescente di biocarburanti nella benzina
e nel diesel. Dal 1° luglio 2006 diventerà obbligatorio
per i produttori di carburanti integrare l'1% di biocarburanti
e progressivamente aumentare d'un punto percentuale ogni
anno fino al raggiungimento del 5% entro il 2010. Quasi
in linea con la direttiva europea che prevede per l'Italia
il 5,75%. E' un grande risultato se si pensa al grande ritardo
accumulato dal nostro paese che, fino a pochi mesi fa aveva
fissato obiettivi dimezzati al 2,5% entro il 2010. E' quindi
ovvia la nostra soddisfazione per la normativa appena approvata
dal Parlamento. Gli automobilisti non si accorgeranno di
viaggiare con una quota crescente di carburanti verdi nel
serbatoio. L'obbligatorietà della normativa scatta
per le compagnie petrolifere e per i produttori di carburanti
in fase di raffinazione. Si parlerà sempre più
spesso, anche in Italia, di bioetanolo per la benzina e
di biodiesel per il gasolio.
L'Italia ha scelto d'investire soprattutto
nel bioetanolo, sostituto della benzina prodotto dalla fermentazione
di vegetali come la barbabietola da zucchero, il mais e
le vinacce. Siamo invece modesti produttori nazionali di
olio di colza e olio di girasole, ragione per cui il nostro
paese è maggiormente penalizzato nella produzione
di biodiesel. Il nuovo decreto agricolo mira ad introdurre
l'obbligatorietà dei biocarburanti senza causare
spinte indirette sull'import di risorse agricole, mirando
alla realizzazione d'una nuova filiera agricola che premi
la redditività delle imprese agricole nazionali.
Tra le ipotesi in corso di valutazione la riconversione
produttiva degli zuccherifici chiusi nel 2005 perché
non più competitivi sul mercato europeo.
Alla fine il vantaggio sociale ed economico
dei biocarburanti sarà del tutto evidente. Oltre
ad essere un'alternativa ai carburanti da autotrazione derivati
dal petrolio e ridurre la dipendenza dall'estero, i biocarburanti
riducono le emissioni inquinanti come le polveri sottili
e gli ossidi di zolfo. Senza considerare la maggiore redditività
di cui beneficeranno le imprese agricole nazionali.
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