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| Strategie e priorità
del settore domotica. L'esperienza del "Progetto Domotica"
della Fondazione Politecnico di Milano |
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Il
termine "Domotica" è ancora un termine sconosciuto alla maggior
parte delle persone (secondo una ricerca compiuta dall'Allaxia nel
2004, l'80% della popolazione ne ignora il significato) tuttavia
in Italia si sta assistendo a un gran fermento da parte degli addetti
al settore attorno a tale nuova disciplina - area tecnica. Questo
crescente interesse è attestato dal moltiplicarsi di eventi, manifestazioni,
siti internet (circa 300.000 in lingua italiana) nonché dal proliferare
di corsi, tenuti dai principali "esperti" del settore, che trattano
tale tema. Il motivo del "fenomeno Domotica" è probabilmente imputabile
alle prospettive economiche che questo nuovo mercato, ancora poco
sviluppato, dovrebbe garantire. Basti pensare che a livello mondiale,
secondo studi di settore, la spesa per la casa intelligente arriverà
quasi a decuplicarsi, passando dai 1022 milioni di dollari del 2001
agli oltre 8.000 milioni di dollari del 2006. In Italia nel 2004
il mercato ha toccato i 60 milioni di euro, cui vanno aggiunti 20
milioni di euro spesi in servizi. In questo scenario di grandi promesse
occorre capire come fare in modo che queste si realizzino, portando
reali vantaggi a tutti i soggetti coinvolti (operatori ma anche
utenti finali). Per cercare di rispondere a tale esigenza e dalla
consapevolezza della mancanza di una azione organizzata e strutturata
in grado di costituire un reale motore per la creazione della domanda,
il miglioramento dell'offerta e il conseguente sviluppo del mercato
è nato il "Progetto Domotica" della Fondazione Politecnico di Milano.
L'obiettivo generale dell'iniziativa, promossa in modo congiunto
con il Gruppo Merloni (ora Indesit Company), è quello di supportare
lo sviluppo dell'automazione e dell'informatizzazione dello spazio
abitato in funzione di un concreto innalzamento delle condizioni
di sicurezza e comfort psicofisico di tutte le fasce di utenza,
oltre che di una gestione ottimizzata di funzioni, impianti e consumi.
A tale scopo ciò che appare prioritario è che la Domotica si muova
da tecnologia a servizio: solo così sarà realmente soluzione a problemi
concreti dell'utente e quindi accolta e richiesta. La Domotica trova
le sue radici nell'Assistive Technology e troppo spesso è identificata
come tecnologia a servizio dell'utenza debole o svantaggiata. Il
nuovo orizzonte culturale che invece il "Progetto Domotica" vuole
contribuire a sviluppare è quello del Design for All o Universal
Design, in modo da superare quella separazione sociale che può essere
insita in alcuni prodotti specificamente destinati ad un'utenza
debole e, conseguentemente, così caratterizzati nelle forme e nel
design e nel loro uso stesso. Ma non solo: "for All" anche nel senso
di dispositivi e ambienti, che pur offrendo funzioni complesse,
siano accessibili e facili da usare, grazie a una metodologia progettuale
che pone al suo centro l'uomo, le sue capacità e i suoi reali bisogni.
In tal modo, offrendo dei vantaggi concreti all'utente, la tecnologia
potrà divenire distribuita e diffusa e conseguentemente sarà inoltre
possibile diminuirne i costi rendendola "for All" anche a livello
economico. |
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