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| Con l'innovazione
si vive meglio |
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L'innovazione
tecnologica è entrata nelle nostre case. Dopo aver bussato insistentemente
alle nostre porte, con un po' di fatica, è entrata sottoforma di
elettrodomestico, tramite una parabola, un decoder o un telefono.
Molto spesso è racchiusa in un microchip o in una scheda elettronica,
che, silenziosi e impercettibili, governano i gesti della quotidianità.
Gli esperti l'hanno elevata a rango di scienza e la chiamano "domotica",
una nuova scienza composta da due parole: domus e informatica. In
Italia non è molto conosciuta e, come in altri casi, la prassi ha
preceduto la teoria. I dati (PC 2004) rivelano che il numero degli
italiani, che utilizzano quotidianamente la tecnologia nella propria
casa, è salito del 30 per cento negli ultimi 5 anni. Una rimonta
netta, rispetto ad altri paesi del nord Europa dove la domotica
è di casa. «Si tratta - dice Andrea Campi, esperto di domotica e
responsabile della comunicazione di domotica.ch - di una crescita
che riguarda tutti gli aspetti della vita quotidiana, non solo quelli
legati al comfort, a cui corre subito il pensiero, ma anche quelli
riguardanti la salute, l'handicap, la sicurezza e la gestione delle
risorse energetiche nella casa. Pensiamo alla telemedicina, collegata
all'utilizzo intelligente di Internet e dell'informatica. Oggi grazie
alle nuove tecnologie governiamo molti processi domestici, fino
a ieri affidati alla pura manualità». La domotica non si interessa
solo dell'introduzione della tecnologia in case già esistenti, ma
anche in quelli ancora da costruire. È il concetto di "edificio
intelligente" , più conosciuto come building automation, che riguarda
quelle costruzioni progettate e costruite in modo da consentire
la gestione integrata e computerizzata degli impianti tecnologici,
delle attrezzature informatiche e delle reti di comunicazione. Edifici
capaci di ottimizzare i cicli di vita dei loro sistemi costitutivi
e della loro attrezzatura, di accentuare il risparmio energetico e
di accrescere la fruibilità di servizi esterni. L'Italia sembra,
dunque, essersi svegliata dal torpore che la contraddistingueva
nell'approccio alla tecnologia, soprattutto quella applicata alla
vita domestica. Una tendenza che viaggia di pari passo con il diminuire
della diffidenza, che, secondo una recente ricerca commissionata
dall'Anie (Federazione italiana imprese elettortecniche ed elettoniche),
è legata alla percezione della tecnologia come risposta e soluzione
efficiente ai propri bisogni. In una sola parola: utilità. |
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