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Obiettivi della BioArchitettura


La BioArchitettura considera la salubrità degli ambienti e il minimo impatto ambientale possibile, contribuendo in questo modo a migliorare nell’ambito edile le condizioni di vita dell’uomo.
Non viene affrontato il solo discorso dei materiali, ma vengono presi in considerazione il sito, le condizioni climatiche locali, la possibilità di ottimizzazione energetica, il risparmio dell’acqua potabile, ecc.
Va ricordato che tale multidisciplina nasce in ambito centro-nordeuropeo, in paesi in cui le condizioni climatiche (con inverni lunghissimi e rigidi) e la situazione territoriale (paesi montani come la Svizzera e l’Austria, o sotto il livello del mare come i Paesi Bassi) imponevano, per la loro stessa sopravvivenza, un’attenzione maggiore agli aspetti ambientali di quella prestata da paesi come l’Italia o i paesi mediterranei. Il peggioramento della situazione anche in paesi più fortunati come il nostro impone un atteggiamento più responsabile nei confronti del territorio.
Gli edifici dovrebbero essere concepiti già in fase di progettazione come smontabili, adattabili e recuperabili, una volta che il loro ciclo di vita e la loro funzione originaria venga a mancare di utilizzo. Nel caso in cui non si possano recuperare, i materiali devono essere il più possibile biodegradabili e non inquinare le falde acquifere.