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Edilizia e ambiente


Qualsiasi scelta relativa alla ristrutturazione o alla costruzione della propria abitazione ha un effetto più o meno evidente sull’ambiente interno ed esterno. Occorre quindi capire qual è la condizione reale dell’aria interna delle abitazioni, cercando di far sì che i propri comportamenti e le proprie scelte non vadano ad aggravare ulteriormente la situazione.
A ben vedere, guardando le abitazioni dell’uomo dall’antichità fino alla metà del ventesimo secolo, si nota che l’uomo ha sempre realizzato le proprie case con pochissimi materiali tutti locali, soprattutto per la facile reperibilità e per evitare i costi di trasporto di materiali alternativi, se non a scapito di energie eccessive. Nei secoli, inoltre, sono stati usati e sono state migliorate le loro condizioni applicative, ma più di tutto sono stati "vissuti" e se ne è potuta sperimentare la totale innocuità. Tali materiali sono la calce, il cotto, la pietra, il legno, la terra cruda, più tutti i materiali di derivazione vegetale o animale che si originavano da un ciclo economico chiuso e senza impatto o quasi sull’ambiente.
Con l’avvento dell’industrializzazione e l’uso sempre più massiccio della chimica pesante nell’edilizia, sono stati creati materiali nuovi, non adeguatamente testati e di cui in breve tempo si è riconosciuta la tossicità per l’uomo. Dai medici dell’habitat sono state individuate nuove patologie legate ai materiali da costruzione e si sono formulate tabelle in cui ai vari componenti di sintesi chimica viene parallelamente correlato un disturbo fisico. Molto più difficile è, d’altro canto, giungere a individuare l’effetto combinato di tali sostanze.
Occorre inoltre ricordare che circa il 40% e oltre dell’inquinamento interno è da riferirsi alle attività che si svolgono dentro gli ambienti: fumo da tabacco, cucine a gas, camini a vista, prodotti per la pulizia e la disinfezione, peli degli animali, acari, ecc.
Tali agenti inquinanti permangono poi soprattutto nelle nuove costruzioni, a causa della presenza di materiali poco traspiranti e impermeabili che costituiscono le murature perimetrali degli edifici. Anche i serramenti, divenuti sempre più a tenuta, sebbene garantiscano un notevole risparmio dal punto di vista energetico, contribuiscono all’ingenerarsi di tale fenomeno. La casa non respira più e l’aria non può veicolare all’esterno il vapore acqueo prodotto a cui si potrebbero legare gli agenti inquinanti: si può quindi parlare di casa-sacchetto di plastica. Gli inquinanti restano all’interno degli ambienti aumentando ogni volta che si opera il ricambio dell’aria, prelevando quella esterna; anche l’umidità dei locali non presenta quindi caratteri di ottimalità, con conseguenti malesseri e patologie più o meno gravi.